scritto da Miriam Barattoni nel Dicembre 2012
*alcuni siti web e link non sono più attuali
In inghilterra, più precisamente a Richmond, si è svolta il 22/23 Settembre 2012, ed era specificatamente dedicata al mondo equestre.
Sono volata in inghilterra con un misto di paura e speranza. Pensavo alle tante persone che volevo incontrare, a cui volevo parlare, di cui volevo sentir parlare. E speravo di conoscere tante nuove persone e imparare tante cose nuove. Non solo tutte le mie aspettative sono state premiate, ma ho trovato MOLTO, MOLTO di più di quello che mi aspettavo. Pensavo a come questa conferenza avrebbe potuto cambiare il mondo del clicker, e quindi il mio mondo.
Prima Parte:
Sabato sera, i vincitori del campionato mondiale di clicker, la cena, il benvenuto di Alex
Entrando nell’hotel dove la cena avrebbe dovuto avere luogo sono stata subito sicura di essere arrivata al sposto giusto:Alex e Hannah stavano parlando l’una con l’altra in un salottino alla reception dell’hotel.
A poco a poco tutti sono arrivati, alcune persone che già conoscevo dai corsi degli anni passati, molte persone completamente nuove e mai viste… e tutti erano clicker trainers!
La conferenza inizo con i video: dovevamo decidere i vincitori dei primi giochi mondiali di clicker training per equini!
Hannnah spiega brevemente che c’erano più di 80 video e che un giudice era stato scelto per ogni categoria e che questo giudice aveva scelto i 5 video finalisti. Alcuni di questi portavano nuove idee, altri spiegavano nel dettaglio un particolare processo di addestramento, alcuni mostravano fantastiche relazioni. Potete vedere nel link qui sotto i video finalisti e comprenderete perché era così difficile scegliere chi votare.
http://irishclickercentre.com/wordpress/world-equine-clicker-games/
Durante la cena mi sono seduta con il gruppo Irlandese (http://www.irishclickercentre.com) e ho fatto una fantastica chiacchierata con Mary, Marte e Aoife, poi, subito dopo cena abbiamo ascoltato l’introduzione di Alex.
Mi sono innamorata del titolo “Welcome changemakers” che potrei tradurre con “Benvenuti, voi che cambiate il mondo” perché si, ognuno di noi che sta facendo clicker sta aiutando a cambiare il mondo, un pezzettino per volta.
Alex, la “mamma” del clicker training per i cavalli (http://www.theclickercenter.com) ci ha parlato della storia del clicker training. Da 70 anni il clicker viene usato per addestrare ogni tipo di animale, e con sempre un incredibile successo. Non so come abbia fatto, ma ha trovato articoli su riviste degli anni 50 di Skinner, Video degli anni 70, un video bellissimo di Karen Pryor , che oltre ad essere un’innovatrice del mondo dell’addestramento è stata anche una donna forte e che ha dovuto fare scelte che andavano contro alla società americana dell’epoca.
E poi, per la prima volta nella mia vita, ho finalmente visto il video dell’elefante. Per chi non sa di cosa parlo è un video in cui a questo elefante, pericoloso e che aveva aggredito diverse volte i custodi di questo zoo, e a cui nessuno voleva più avvicinarsi, viene convinto, senza nessuna pressione o punizione, in totale libertà, a sporgere le zampe una ad una per lasciarsi fare un pareggio dei piedi. Video commovente e bellissimo.1
Già solo per questa introduzione ero contenta di essere lì, è stato entusiasmante ed ho imparato tantissimo!
Seconda parte:
Domenica mattina.
Domenica mattina era freddo (intendo che c’era 1°C). Per fortuna ero partita pensando all’inverno, ma anche così faceva freddo lo stesso. In più, essendo ospite di Hannah (che organizzava l’evento), mi sono alzata presto con loro per aiutare a spostare attrezzatura e installare tutto. E’ stato affascinante vedere un normale campo coperto trasformarsi in una sala conferenze con tantissimi stand, moltissime persone e ovviamente loro: i cavalli. Immaginate il traffico, persone che arrivano e che vanno, con gli oggetti più strani sottomano, proiettori, prove microfoni, teli che sventolano, sacchetti che volano. I cavalli? Tranquilli che si mangiano il fieno. Completamente a loro agio in un ambiente sconosciuto.
La conferenza inizia perfettamente in tempo con di nuovo Alex, che aveva a disposizione mezz’ora per parlare di “Loopy training”. Così è partita parlando del significato di sedia, che per ognuno di noi è diverso, ognuno di noi si immagina una sedia diversa quando sente la parola sedia, e di come anche la definizione di “clicker training” sarà diversa per ciascuno di noi. Si parla di click e ricompensa, ponte e premio, e per ognuno di noi l’ “ombrello” che contiene la nostra dimensione di clicker sarà diverso, ma quello che ci accomuna, quello che ci deve continuare ad accomunare, è il desiderio di basarci sul rinforzo positivo e di utilizzarlo in un modo che sia etico e rispettoso della natura dell’animale. Ha spiegato poi il concetto di poisoned cues, e un poco di introduzione sul perché nel “suo” clicker training vige la regola 1 click = 1 ricompensa e sulle basi scientifiche su cui questa regola è basata. Il concetto di Loopy training è stato perfettamente riassunto in 6 minuti (il suo dvd sull’argomento è di 6 ore di durata!).
Non ho capito molto della presentazione di Ben Hart (http://www.hartshorsemanship.com/). So l’inglese, ma non così bene da capire il dialetto della contea da cui viene Ben, che in più si mangiava metà delle parole. Mi sono fatta rispiegare un pochino del suo discorso. In pratica Ben pratica un clicker training un po’ differente dalla norma, in cui utilizza il clicker come segnale “continua” e poi utilizza come “click” il segnale della mano che va al marsupio delle ricompense. Non ne vedo un granchè di base scientifica dietro ed a mio parere perdi la “potenza” del clicker, e sembra che in molti siano d’accordo su questo. Peccato non essere riuscita a capirlo perché era una delle presentazioni che mi interessavano molto, appunto perché diversa dalla “mia” visione di clicker.
Pausa caffé: c’erano un sacco di stand dei vari istruttori inglesi di clicker training che hanno un sacco di scuole e di ditte che erano sponsor dell’organizzazione. Nelle pause, potevi girare e parlare con alcuni dei migliori trainer sulla piazza e fare dello shopping a prezzi super scontati! C’erano le tazze da thé personalizzate, targets con prolunga, gilet con le tasche staccabili e lavabili per le ricompense (apposta per montare a cavallo), mangimi e ricompense già razionate (che chi ha passato il quantitativo di ore che ho passato io a tagliare carote e mele ne conosce bene l’attrazione), tutti i cd e dvd e libri di Alex, quelli di Ben Hart, una rivista scientifica sull’etologia equina, prodotti biologici per l’equitazione.
La conferenza si divideva in due gruppi A e B. Purtroppo per questo bisognava scegliere quali presentazioni guardare e putroppo ne ho perse il 50% di quelle che mi interessavano (cioé tutte).
Ecco quelle che ho visto:
- Amanda Martin (http://www.smaarthorses.co.uk)ha fatto una bellissima introduzione al concetto di “segnale”. Si chiama “segnale” quello che dice al cavallo cosa può fare per avere il premio, al posto del “comando” che dice al cavallo cosa deve fare altrimenti arriva la punizione. E’ un concetto importante da comprendere questa differenza perché se si usa lo stesso gesto come segnale e come comando si va a creare quello che viene chiamato “segnale avvelenato” (http://www.clickertraining.com/node/164)
Nel concetto di Loopy training quindi, se il segnale è un click, il click diventa un segnale. Nel senso che devono entrambi avere le proprietà di essere veloci, precisi e sempre uguali. Ha inoltre spiegato il concetto di comportamento “sotto controllo”, che è un comportamento “finito” e che è riconoscibile quando si può ottenerlo in modo consistente e che è perfettamente associato ad un segnale (o più segnali) cioè succede solo quando il segnale viene dato e mai quando non viene dato. Ha anche spiegato quello che viene chiamato comportamento di default cioè il comportamento da noi scelto che il cavallo può utilizzare per chiederci educatamente che vuole “giocare” al clicker con noi. Per me molto base ma ne ho tratto degli spunti interessanti su come insegnare il clicker e rendere più chiari i miei corsi. - Hannah Dawson (www.hannahdawsonequine.co.uk), che oltre ad essere una giovane e geniale clicker trainer è anche l’organizzatrice dell’evento, ha fatto una dimostrazione dalla sella: come preparare un cavallo a venire montato con il clicker training e come montare un cavallo che fa clicker training. E’ stata una presentazione bellisssima. I cavalli erano felici e molto ben preparati e perfettametne a loro agio in un ambiente così alieno. Altra cosa che mi è piaciuta moltissimo è che siccome uno dei cavalli della demo non era in condizioni fisiche più che perfette (l’ho detto vero che era 1°C, 20° di differenza rispetto al giorno prima?) ed ha mostrato di non sentirsi pronto per eseguire una richiesta, lei ha lasciato perdere ed ha cambiato discorso. So quanta pressione ci può essere quando ci sono 50 persone che ti guardano e si aspettano che il tuo cavallo sia un orologio svizzero, e vi assicuro che la tentazione di chiedere quel poco poco di più per non fare una brutta figura è forte, come anche le conseguenze in termini di relazione. I cavalli vengono come prima cosa per un clicker trainer, e quello è stato un ottimo esempio.
Pranzo è stato un momento per scaldarsi le dita dei piedi al ristorante (ottimo cibo inglese ). Ho fatto una bellissima chiacchierata con Becky Chapman (www.ashen.co.uk). Becky sta studiando al corso istruttori di Philippe Karl ed è una clicker trainer dal 2004. Io ho iniziato a studiare sul libro di P.Karl nel ’99 e quindi si può dire che abbiamo molti interessi in comune nel cercare di unire le due cose. Una chiacchierata molto interessante, che spero darà buoni frutti.
Terza parte:
Domenca pomeriggio
In teoria avrei dovuto assistere alla spiegazione di Ben Hart sull’ “Etica nel clicker training”, ma visto quanto poco l’avevo capito la mattina mpm sono andata ad ascoltare l’altra presentazione. Sembra che mi sia persa una bellissima discussione che mi hanno riassunto con “Solo perché il clicker usa il rinforzo positivo non vuol dire che l’animale si stia divertendo”, tutti quelli che vi hanno assistito sono stati entusiasti, o scossi, dalle domande che sono state poste, ma se fossi andata avrei perso la splendida presentazione congiunta di Alex e Amanda sulle rotazioni ossee e sul loro uso nel dare le ricompense. Sembra che non è importante quante volte faccio o seguo una lezione sulle rotazioni ossee, ogni volta scopro ed imparo qualcosa di nuovo. E’ un’argomento che trovo affascinante, quanto il nostro equilibrio può influenzare quello del cavallo e quanto un microscopico cambiamento di equilibrio, invisibile dall’esterno, possa variare completamente la risposta del cavallo.
Potrei essere parziale perché ho cercato di seguire il dressage classico da qualche anno ormai, ma il discorso di Jo Hughes (http://equilibrehorses.wordpress.com/tag/jo-hughes/ ) mi ha toccato molto da vicino. Parlava di come sia possibile unire l’esperienza classica con le nuove scoperte sull’apprendimento e che in realtà se si va a leggere gli scritti dei maestri si trovano moltissimi riferimenti a quello che poi è stato ora studiato scientificamente e viene chiamato “scienza dell’apprendimento.
L’ultima presentazione a cui ho assistito è stata di nuovo di Hannah su “La risoluzione dei problemi… divertitevi!”. Perché quando te lo dicono è ovvio: è molto più semplice trovare la soluzione dei problemi quando si è felici e rilassati! Alle volte si è talmente concentrati sul problema da non riuscire a vederne una soluzione che sia anche una possibile via per divertirsi insieme con il proprio cavallo. Questo suo video (anche se non capite l’inglese si capisce benissimo) è quello che ha usato durante la presentazione.
Il momento delle domante e risposte è stato per me momento di stupore. Mi aspettavo silenzi imbarazzati invece ci sono state moltissime domande intelliigenti e risposte sincere e dirette. Tra cui il consiglio di Alex: vai dalle persone per le opinioni, ma poi vai dal tuo cavallo e chiedigli “tu a chi dai ragione?”. Il cavallo sa cosa è meglio per lui e ve lo dirà chiaramente (se sapete ascoltarlo, ovvio!).
E si è finita la conferenza con un bellissimo spettacolo di diversi cavalli che venivano addestrati positivamente (e del thé caldo!).
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Sono davvero orgogliosa di poter dire che ero là, ne è valsa la pena, nonostante il freddo, e l’aereo e il lungo viaggio in treno. E’ stata un’esperienza eccezionale essere circondata da così tanti clicker trainers, da così tante persone disposte a sfidare le pratiche comuni dell’equitazione per cercare una comunicazione migliore tra cavallo e uomo. Alle volte qui in italia, siamo in pochi e ci si sente soli e scoraggiati, con tutte le persone che ci danno contro perché sicuramente, se facciamo diverso da loro, vuol dire che sbagliamo… E’ bello poter partecipare ad eventi come questo, dove tante persone dicono: “Io faccio come te, e mi trovo benissimo!”.
Ciao!
- non ritrovo il video originale ma simile a questo: https://www.youtube.com/watch?v=00TAnAr6MCE&ab_channel=ElephantCareUnchained[↩]

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